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IL DOTTORE MI HA CONSIGLIATO LA PISCINA
07/11/2017

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di Francesco Confalonieri - Cofondatore EAA e presidente CTS EAA

TANTE BUONE RAGIONI PER SCEGLIERE L’ACQUA COME AMBIENTE PER PREVENIRE, CURARE E GODERE IN UN VERO BENESSERE LEGATO ALLA SALUTE. MA CONSIDERANDO ESERCITAZIONE ACQUATICHE IN VERTICALE, CHE RIENTRANO NEL PIÙ GENERALE VERTICAL AQUATIC STYLES.

Un tempo era prerogativa dei pediatri: “Cara Signora, suo figlio dovrebbe fare un poco di nuoto, è uno sport completo, aiuta a sviluppare tutta la muscolatura in modo armonico, corregge e previene la scoliosi”.

Ora si è diffusa a gran parte dei Medici: “Per il suo mal di schiena, per dimagrire nei punti giusti, per rallentare l’invecchiamento le consiglierei la piscina”. In ogni caso continuano ad essere moltissime le persone che si presentano nei nostri impianti con una generica prescrizione medica. Ma il nuoto e l’acqua fanno effettivamente bene, sono davvero strumenti di prevenzione e terapia?

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Proviamo a fare chiarezza in modo semplice partendo dalle problematiche maggiormente diffuse fra coloro che si presentano in piscina per “stare meglio”, considerando una necessaria e doverosa premessa. Nuotare può essere utile e salutare ma esclusivamente per i soggetti tecnicamente capaci, in caso contrario rischia di diventare un’attività frustrante sul piano psicologico e fisicamente dannosa; viceversa l’acqua vissuta in verticale, attraverso le diverse possibilità attualmente disponibili, rappresenta una soluzione valida e congeniale per gran parte della popolazione. 

SOVRAPPESO +

La diminuzione del peso corporeo non può prescindere da una correzione delle abitudini alimentari. 45 minuti di attività due volte la settimana comportano un consumo calorico indicativamente pari 600 – 800 calorie, soltanto il 5-10% di quanto introduciamo con un attento regime alimentare. L’esercizio fisico, quindi, è poco efficace nel determinare un dimagramento ma consente, per altro, di ottimizzare e stabilizzare gli effetti di uno schema dietetico e di ridurre i fattori di rischio legati all’inattività. Date queste premesse, l’attività in acqua è certamente la più indicata per i soggetti in sovrappeso ed in particolare per gli obesi: l’assenza di gravità infatti consente di esercitarsi relativamente al lungo senza un dannoso e pericoloso sovraccarico della colonna e delle articolazioni degli arti inferiori.

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PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI -

L’immersione del corpo nell’acqua, comporta una rapida e significativa ridistribuzione dei flussi di sangue determinando quindi un importante ed acuto sovraccarico per l’apparato cardiovascolare. Una situazione analoga, per altro, si determina nel momento in cui usciamo dall’acqua. In assenza di altre problematiche concomitanti (sovrappeso, patologie articolari), quindi, un moderato esercizio fisico a secco è preferibile per questa classe della popolazione rispetto all’attività in acqua, riducendo i rischi con benefici fondamentalmente sovrapponibili.

(Fine prima parte. Segue sul prossimo numero di Happy Acquatics)